Il 25 novembre la carovana Avanti Pop dei Tete de Bois ha fatto tappa alla fabbrica Agile ex-Eutelia di Roma. Un luogo non scelto a caso: dal 31 ottobre lo stabilimento è occupato dagli operai che da tre mesi non ricevono stipendi e temono per il piano di licenziamenti annunciato dall'azienda, in tutto 1192 posti di lavoro. Sono a rischio ingegneri, diplomati, lavoratori tra i 30 e i 50 anni con famiglie e mutui sulle spalle, i quali a causa della crisi non vedono speranze di un futuro, a breve termine, più roseo. Un concerto di solidarietà quello dei Tete de Bois, organizzato congiuntamente all'associazione Movimenti, al quale hanno assistito circa un centinaio di persone e che ha visto la partecipazione di personaggi della cultura, della musica e dello spettacolo. Ad aprire la serata è stato il discorso di uno dei portavoce dell'occupazione, Ciccio, ingegnere 30enne. In seguito è stata la volta del regista Mario Monicelli, il quale con un discorso dai toni forti ha scaldato la folla ed evocato scenari d'altri tempi.
Alle canzoni impegnate dei Tete de Bois si sono alternate le letture del diario di occupazione dei lavoratori, brani ai quali Daniele Silvestri, Dario Vergassola, Paola Turci e gli altri partecipanti hanno prestato la propria voce. Suggestivo l'accompagnamento delle immagini delle vignette di Sergio Staino, anche lui presente, che il pubblico poteva vedere dallo schermo retro al palco mentre disegnava le proprie opere. E' una serata di festa per i dipendenti Agile dopo giorni di proteste e sit-in in cerca di visibilità mediatica. Grazie ai loro sforzi hanno ottenuto udienza il 27 novembre alla Presidenza del Consiglio con il sottosegretario Gianni Letta.
L'incontro, che ha visto partecipi al tavolo delle trattative anche i sindacati e rappresentanti della proprietà, si è risolto con una “fumata grigia”: la situazione è ancora in fase di stallo. I sindacati hanno espresso apprezzamenti nei confronti dell'impegno mosso dal governo ma hanno giudicato inaccettabile il piano finanziario dell'azienda. A questo punto si prevede il commissariamento, per altro auspicato dal ministro Tremonti e sentenziato come unica strada percorribile da Giorgio Cremaschi, segretario nazionale Fiom-Cgil.
Intanto, a due giorni dall'incontro con Letta, i dipendenti Agile hanno ripreso il presidio in piazza Colonna. Il prossimo incontro a Palazzo Chigi è fissato per il 7 dicembre. Oggetto sarà la verifica delle scadenze imposte alla proprietà per il pagamento degli arretrati ai dipendenti.
La storia dei lavoratori dell'Agile non è diversa dalle altre storie di occupazione di tanti altri stabilimenti sparsi in tutto il Paese. Movimenti in tal senso si sviluppano con sempre maggiore intensità: sentiamo di operai che salgono sui tetti delle fabbriche in Sardegna, in Lombardia e si arrampicano sulle gru della Puglia. A dimostrare che la crisi sta producendo effetti disastrosi in un Paese nel quale le politiche di ripresa economica introdotte sono state insufficienti, per non dire inadeguate, e dove spesso ci si è vantati che la crisi non ha avuto effetti devastanti come altrove e addirittura si intravedono segnali in cui sperare. La verità è che vengono bruciati sempre più posti di lavoro in un mercato dove giovani e disoccupati, i più colpiti dalla crisi, non hanno alcuna possibilità di accedere e la crisi è trattata come un mero dato statistico.
Gabriele



