lunedì 5 ottobre 2009

La libertà (e la qualità) dell'informazione

300.000 manifestanti per gli organizzatori, solo 60.000 per la questura.
Una piazza piena di gruppi di giovani, di anziani, di famiglie con i bambini, di facce comuni, nel senso più positivo del termine. Una piazza piena di sigle e di bandiere che sarebbe stato forse più giusto lasciare a casa.
L’occasione per ascoltare Saviano e Onida e un certo rammarico per un raduno così “statico”, che lascia i precari della scuola a sventolare da soli le loro bandiere viola invece di accompagnarli in
corteo.

A distanza di qualche giorno dalla manifestazione del 3 ottobre, che può essere commentata in mille modi, c’è da chiedersi cosa abbia signficato davvero questo evento così atipico. Perchè è bello vedere una folla tanto numerosa ma è anche strano dover invocare la libertà di stampa in un Paese del civilissimo mondo delle democrazie occidentali. A me piace pensare che questa richiesta sia stata dettata da un bisogno di verità, o meglio di sostanza. I tg ci illudono di aver passato mezz’ora ad informarci e invece non dicono nulla...avete visto la rubrica del Trio medusa a Parla con me?
http://www.youtube.com/watch?v=gDuElGP_Emw&feature=PlayList&p=AEA1B990A9DB4D9C&index=3

E’ giusto che Annozero possa ospitare Patrizia D’Addario e che La Repubblica possa continuare a pubblicare le sue dieci domande. Ma è soprattutto necessario che i giornalisti siano liberi di fare un’informazione di qualità, che possano offrire uno spaccato di realtà in mezzo a tutta quest’apparenza. Personalmente la vicenda delle escort non mi interessa per i dettagli deprimenti delle intercettazioni ma mi sconvolge per lo scenario vuoto e frivolo che ci costringe a scoprire. In realtà non voglio sapere dove e perchè Berlusconi abbia conosciuto Noemi Letizia, ma non posso accettare che il mio Paese sia fatto di uomini di potere e di ragazze con un tariffario per entrare a Palazzo Grazioli.

Questo mondo è descritto da uno dei film meno pubblicizzati degli ultimi anni: Videocracy-Basta apparire. http://www.youtube.com/watchv=MLKFgBhCe9w&feature=PlayList&p=67A6420794F86CE6&playnext=1&playnext_from=PL&index=84 . Il film è in realtà meno originale di quanto mi aspettassi, su Internet ci sono inchieste amatoriali altrettanto interessanti, ma il messaggio è forte e la scelta dei personaggi, perfino nelle inquadrature, è perfetta. Se, come affermato dal regista Erik Gandini, oggi sono crollati i vecchi schieramenti politici e la nuova distinzione è tra spettatori attivi e spettatori passivi, forse vale la pena vederlo.

Giulia

3 commenti:

  1. "Personalmente la vicenda delle escort non mi interessa per i dettagli deprimenti delle intercettazioni ma mi sconvolge per lo scenario vuoto e frivolo che ci costringe a scoprire. In realtà non voglio sapere dove e perchè Berlusconi abbia conosciuto Noemi Letizia, ma non posso accettare che il mio Paese sia fatto di uomini di potere e di ragazze con un tariffario per entrare a Palazzo Grazioli."
    Che ci siano ragazze con un tariffario per entrare a Palazzo Grazioli non è certo una novità berlusconiana. Aggiungerei purtroppo, ma poi penso alla prostituzione "vissuta", cioè quella visibile sui marciapiedi di ogni città tutte le sere; quella che combatte quasi allo stesso modo il freddo e l'aids.
    Quando un impiegato "va a puttane" non è differente da un politico che compie la stessa azione. Il mio giudizio etico rimane lo stesso (e non è detto che sia negativo...), e comunque del tutto velleitario. La sostanziale differenza tra l'impiegato ed il politico sta nel fatto che il secondo deve essere eletto per svolgere funzioni istituzionali; questo determina una condizione per la quale io elettore ho il diritto di sapere che individuo è, e quindi anche se va a puttane. Perchè se vado a puttane anche io, devo avere il diritto di sentirmi lieto nel votare uno che si comporta come me; ma se io invece porto avanti per tutta la vita una battaglia contro la prostituzione devo avere il diritto di non votare e di non far votare quel candidato, in maniera consapevole!!
    tornerò ancora a commentare (non è una minaccia)
    Daniele

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  2. Sono d'accordo sul diritto (anzi sulla necessità) dell'elettore di conoscere i comportamenti della persona per cui vota. Quello che intendevo è che è importante considerare determinati episodi non "solo" come lo scandalo dell'anno ma come la parte più visibile di un fenomeno ben più ampio e preoccupante...puoi leggere il nostro ultimo post "Sesso-potere-denaro" che tratta proprio questo argomento!
    Giulia

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  3. Pienamente d'accordo in tal senso!

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