sabato 3 ottobre 2009

Salone dell'editoria sociale


E’ iniziato ieri, 2 ottobre 2009, il Salone dell’Editoria Sociale presso la sede ex-gil nel quartiere Trastevere. Si tratta di un salone allestito con diversi stand di case editrici non propriamente dominanti sul mercato, vedi Mondadori o Feltrinelli, bensì piuttosto nascoste alla conoscenza dei più, ma che con tenace perseveranza continuano a trattare, in un mondo tendente, almeno in buona parte, all’individualismo e all’annullamento della la sfera del viver comune, tutto ciò che riguarda il sociale.
Diversi i temi: dall'immigrazione fino all'altreconomia: un'economia alternativa, svincolata dai limiti dell'imposizione “prodotto-interno-lordo-ista” della crescita continua, ammiccante ad un'impostazione più equilibrata dello sviluppo, se non ad una decrescita sostenibile, che in tempo di crisi mondiale, superata o non che sia, ha trovato appigli istituzionali nuovi nei paesi europei, tra le fila dei politici dell’area della sinistra e degli ambientalisti. Un'economia verde che pone tra le sue basi quella delle fonti alternative rinnovabili, una green economy capace di creare nuovi posti lavoro.
Accanto a tutto questo due sale ospitano ognuna dai tre ai quattro incontri giornalieri, con presentazioni di libri e creazione di luoghi di riflessione comuni per la condivisione di idee e problematiche nuove, come vecchie, tra quest'ultime il razzismo: mai superato fino in fondo nel nostro sistema paese, come dimostra la ricerca portata avanti dal libro “Il razzismo in Italia” presentato ieri da Grazia Naletto. Dallo studio degli autori emerge chiaramente come il razzismo sia una piaga non estinta, ma soprattutto come si sia fatta strada negli anni un razzismo mediatico, che si riferisce all’ineguale trattamento da parte del sistema mediatico-televisivo dei reati commessi a seconda del soggetto criminale, a testimonianza di un vero e proprio modello di propaganda forse non troppo lontano da quelli analizzati da Chomsky in “La Fabbrica del consenso”: crimini meritevoli di attenzione quando questi, commessi da immigrati, siano utili e funzionali ai programmi governativi, meno meritevoli in caso vengano commessi da cittadini italiani.
Tra le altre iniziative, Luigi Nieri, Assessore al Bilancio della regione Lazio, è stato intervistato ieri sera da Guglielmo Ragozzino (sbilanciamoci.info), sull’evoluzione dei progetti di bilancio partecipativo, che nel Lazio hanno visto un notevole rafforzamento nell’ultimo periodo. Si tratta di una nuova componente di un sistema di democrazia diretta, che ci auspichiamo possa essere, con il tempo, esteso a sempre più realtà locali e che possa svilupparsi fino al massimo delle sue capacità di coinvolgimento della cittadinanza. Innanzitutto i fondi stanziati per i progetti di bilancio partecipativo riguardano la fase di informazione, pubblicizzazione, e propaganda dello strumento stesso, ma esistono già realtà comunali nel Lazio, come altrove, che hanno messo parte del proprio bilancio al vaglio di consultazioni popolari per la decisione delle destinazioni di tali fondi. Sono stati anche previsti stanziamenti aggiuntivi della regione, che verranno indirizzati in base ai risultati di un rilevamento svolto sia attraverso internet, sia con l’invio di schede tramite servizio postale. Ancora: per un totale di 20 milioni di euro, sono stati previste assegnazioni, tramite bandi, di fondi per progetti di opere pubbliche: in questo caso la scelta viene effettuata in seguito ad una valutazione della qualità del coinvolgimento delle popolazioni locali nella creazione di tali progetti. Le altre regioni all'avanguardia rispetto a tali temi in Italia ( esiste un gap storico rispetto alle nazioni del nord Europa dovuto a modelli di amministrazione pubblica diversi) sono la Toscana e la Puglia. Alla base di tale processo vi è la convinzione di poter migliorare la macchina dell’amministrazione pubblica, in particolare aprendola e aprendosi alla consultazione dei cittadini. L’educazione a rinnovati principi di responsabilità civile tramite la partecipazione diretta all’attività della distribuzione dei fondi da parte delle regioni, e dell’assestamento dei bilanci comunali sono l’unica via per ridare linfa ad una democrazia che, a livello generale, perde di consenso nelle forme e nei modi di operare, rischiando di schiantarsi in un'apatia del cittadino disinteressato alla società ed alla politica.
Il salone sarà aperto fino al 4 di ottobre; sotto postiamo il link che vi rimanda al programma dell’iniziativa.

Alexander

http://www.editoriasociale.info/?page_id=3

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