domenica 11 ottobre 2009

Sesso-potere-denaro


Tanta la partecipazione all’incontro di stamattina sul tema sesso-potere-denaro alla Casa Internazionale delle Donne. E dico incontro (e non evento) perché è stato più che altro un modo per le donne di ritrovarsi e pensare insieme cosa fare, cosa fare di fronte a un sistema politico che riduce la donna a oggetto sessuale. Le accuse dapprima vanno agli uomini e tra tutti al presidente del consiglio, architetto di un sistema politico che cerca consenso “parlando alla pancia” degli uomini. Mi spiego. Il modello politico a cui assistiamo fa difficoltà a trovare consenso e legittimità attraverso le istituzioni e dunque ripiega su mezzi molto più semplici: la complicità maschile su “certe cose”. L’uomo è vittima dell’obbligo di desiderio (l’uomo deve per forza commentare una bella donna che passa, deve desiderarla e non tirarsi mai indietro), ciò lo rende autoritario e importante in questo mondo. E proprio su questo sentimento comune di bisogno di autorità e importanza fa leva Berlusconi per avere consenso. In tutto questo gioco le donne sono escluse, ovviamente. Nella situazione politica attuale le donne sono di fatto assenti, sono assenti nell’organizzazione della vita quotidiana; sono le prime ad essere colpite dai tagli delle varie finanziarie in ogni settore, della scuola, della sanità, dell’assistenza sociale -“ogni taglio è uno schiaffo alle donne” sostiene Grazia Zuffa, una delle organizzatrici dell’incontro. A questo punto l’autocritica da parte femminile. Si parla di assenza delle donne in politica perché le donne della politica hanno mostrato e mostrano fedeltà al partito nella sua più piatta accezione, hanno fatto della lotta alla violenza e del protezionismo della categoria i loro unici impegni verso le altre donne. In questo modo hanno reso un’immagine di vittima, nascondendo le risorse e l’energia che le donne al pari degli uomini possono dare al sistema. E di tale forza forse gli uomini si accorgono più delle donne stesse e cercano dunque di tenerle buone comprandole. Credo occorra una precisazione: questa critica non mette in discussione il lavoro e le battaglie del movimento femminista, anzi proprio per salvaguardare il lavoro di almeno due generazioni ci si domanda : “dove eravamo noi donne quando è nato questo sistema sesso-potere-denaro?”. La riflessione riguarda la situazione attuale ma ritorna sul tema centrale della lotta femminista: il rapporto tra essere e apparire, due condizioni che secondo il sistema sesso-potere-denaro coincidono poiché secondo tale modello la donna vale per il suo corpo, basta pensare alla società dello spettacolo.

(http://www.ilcorpodelledonne.net/documentario/index.html)

Che le donne non hanno spazio in politica si capisce anche dall’incontro di oggi, un raduno per dare voce pubblica e non politica all’indignazione di ciascuno. Le donne hanno bisogno di ritrovarsi per esprimere pubblicamente il loro disagio, la loro rabbia e trovare un modo per fare della loro causa una causa politica. Lo stato d’animo è lo stesso di qualche tempo fa (2 Giugno 2009) quando alcune scrittrici, giornaliste, docenti universitarie… hanno deciso di appellarsi al Cavaliere contro la degradazione e mercificazione della loro immagine, la motivazione la stessa, quella di rompere il silenzio assordante e chiedere rispetto al governo, alle istituzioni e al sistema politico tutto.

(http://download.repubblica.it/pdf/2009/due_giugno_donne.pdf)


Sara 10/10/09

8 commenti:

  1. "Alcune donne preferiscono essere belle piuttosto che intelligenti. Non hanno tutti i torti. Molti uomini hanno la vista più sviluppata del cervello"
    Penso che questa frase fotografi una situazione attuale di causa-effetto che si presenta ogni giorno nella nostra società, nella nostra televisone e nel nostro mondo politico, ormai interconnessi da schemi illogici che non dovrebbero esistere. Non illogici forse, una loro logica ce l'hanno visti gli artefici, ma piuttosto amorali...Comunque, c'è un adeguamento generale al comportamento, alla condotta, ai modelli che la nostra politica ci offre. E le donne in primis svendono i loro corpi perchè sanno che solo quelli hanno un valore, non morale certamente, e che solo tramite quelli possono essere qualcuno e ottenere qualcosa...quindi è bene che vi siano incontri come questo di cui ha parlato Sara, per aumentare la consapevolezza tra le donne perchè senza di essa c'è assuefazione, rinuncia ma con essa c'è ribellione interiore e quindi una speranza!

    RispondiElimina
  2. Vedete ragazze, oggi si invoca lo spettro della donna considerata un oggetto, come fosse il male peggiore dei nostri tempi: non è così. Sono diversi secoli che la nostra cultura cattolico-europea fa della donna un oggetto se non peggio; pensate a Proudhon (se non si scrive così è uguale...), filosofo progressista per i suoi tempi, che (per farla semplice) riguardo la donna, diceva che ella doveva rimanere a casa a fare i lavori domestici e che quindi era anche inutile istruirla; tutte le donne da salotto appartenevano, secondo lui, a quella che chiama la "pornocrazia", cioè il potere delle donne che si spogliano della propria pudicizia.
    Oggi il problema ha modificato profondamente i suoi caratteti. La circostanza storica forse è il maggiore fra essi; poi viene il grado di civiltà raggiunto, la stessa istruzione primaria obbligatoria...
    Il pericolo che secondo me corriamo è quello di vedere un numero sempre più ampio di ragazze che cercano in tutti i modi di diventare oggetto; oggetto di desideri e perversioni che remunerano in quanto a soldi e fama, visibilità. Niente di più che una bella lampada d'oro accesa in una stanza buia; è vero, emana luce, ma lo fa per mano e per desiderio di qualcun altro; può essere poggiata dove si vuole; può essere spenta definitivamente.
    Peccato. Molte di voi hanno degli occhi che possono illuminare ben più di una stanza.

    RispondiElimina
  3. Che la donna è da sempre sminuita e non rispettata è fuori discussione ma ciò non toglie che la sua riduzione a oggetto sessuale è uno dei mali, se non il peggiore, della nostra società. Dire che il problema rimane, seppur cambiato nella forma, è sbagliato secondo me perchè significa non considerare i successi della battaglia femminista e non vedere la società che è cambiata, da patriarcale a post patriarcale. Proprio in virtù dei cambiamenti storici come il grado di civiltà e l'istruzione il problema appare oggi più grave: la società patriarcale è superata e la donna come oggetto nelle mani dell'uomo rimane, o meglio ritorna. Infatti è proprio questo il punto secondo me, i passi indietro che si stanno facendo e l'accettazione di un modello non dignitoso e avvilente. E questo noi donne di civiltà e cultura non dobbiamo permetterlo, non dobbiamo fermarci!

    RispondiElimina
  4. La battaglia femminista ha raggiunto dei successi negli anni post 68 indiscutibili. Detto ciò, le linee di frattura che caratterizzano il femminismo sono essenzialmente due: l'importanza o meno della divisione di genere (considerare la donne a prescindere dal genere o al contrario considerare la donna forte proprio del suo essere diversa dall'uomo in questo senso); la rilevanza della donna dentro e fuori il matrimonio. Il primo problema dilania le file femministe in maniera molto più rilevante del secondo.
    Come mai il mondo femminista è ancora così lontano da un' unione sperata e comunque indispensabile?
    Che siamo in una società post patriarcale è tutto da verificare; più del 11% delle donne sposate subiscono violenze di ogni genere all'interno del nucleo familiare; di queste in media solo il 6% deuncia. Di sicuro però, c'è che abbiamo ed avete i mezzi per combattere una tale situazione. Usateli ed usiamoli.
    Il tempo delle manifestazioni in cui si sfilava con le braccia al cielo e con le mani che disegnavano una fica sono stati belli ma sono trascorsi. Ora sarebbe il momento di fare qualche riforma (penso al diritto di famiglia, definito "nuovo", peccato è del 1975).
    Però un favore, non prendiamocela sempre e solo con fantomatici modelli televisivi che creano e distruggono chissà cosa. Forse è proprio la cultura italiana ad essere meno "giovane" in tal senso rispetto a quanto credevamo.

    RispondiElimina
  5. Anche io ho partecipato al primo incontro, era giovedì sera, alla Casa Internazionale delle Donne, dove si è fatto un primo accenno a questi temi. In realtà non sono rimasta molto soddisfatta da quell'incontro perchè ho percepito,da quasi tutte le donne che vi partecipavano, una sensazione di profondo odio nei confronti del genere maschile come se tutta la colpa della nostra condizione oggi fosse causata dalla loro arroganza. Io non la penso così, io ho molta fiducia negli uomini e credo che la maggioranza di loro, soprattutto giovani, siano disposti a sostenere le nostre battaglie. Vedo negli uomini degli alleati non dei nemici e solo confrontandoci con loro riusciremo ad ottenere dei risultati.
    Secondo me il vero nocciolo della questione, il vero motivo per cui le donne ancora oggi sono scarsamente presenti in politica e nelle cariche di dirigenza e potere, è il fatto che non si è risolta la questione del materno; la donna ha sempre dovuto scegliere tra i figli e la carriera e non perchè le due cose sono inconciliabili ma perchè nessuno si è mai soffermato più di tanto per istituire dei servizi che potessero facilitare la donna nella gestione familiare. Dove sono gli asili aziendali? Perchè se una donna vuole fare un figlio è discriminata nel lavoro?
    Non so se mi sono spiegata ma secondo me questo è uno dei motivi per cui la donna ancora oggi non ha potere nella società ed è facilmente sfruttabile...

    RispondiElimina
  6. Sono pienamente d'accordo con Giulia quando dice che mancano le politiche che tutelano la donna, nel lavoro come nella famiglia, e questo intendo per mancanza di spazio per le donne nella politica. Ma durante l'incontro mi ha colpito un intervento di critica verso quelle donne che in politica ci sono e ho voluto riportare un punto di vista meno comune. Anch'io ho notato l'accanimento di molte femministe verso gli uomini e non ero d'accordo perchè anch'io credo che certe battaglie vanno condivise e la responsabilità del sistema sesso-potere-denaro è di tutti uomini e donne. E proprio a queste ultime mi riferisco quando parlo di accettazione di un modello non dignitoso e avvilente. Ma non fraintendete! La discussione è partita dagli scandali dagli ultimi tempi, la vicenda Berlusconi-escort..,e in questi il presidente del consiglio ha reso la donna un oggetto ricattabile nelle sue mani; e questo modello va combattuto, Berlusconi e quanti uomini fanno come lui vanno combattuti! Questo non significa che tutto il mondo maschile è vittima di questo meccanismo, alcuni uomini si ribellano e questi insieme alle donne che non ci stanno devono lottare. Ma apparte il forte accanimento di alcune femministe, l'incontro a me non ha deluso, anzi. Infondo la discussione non era sul femminismo e le sue forme.. ma su cosa fare perchè le donne abbiano più spazio in politica, legittimamente e non con ricatti. E su questo obiettivo penso siamo d'accordo tutti!

    RispondiElimina
  7. Le donne per avere più spazio in politica, per prima cosa, devono cominciare a farla. Con questo intendo essere presenti sul territorio e fare esperienza come tutti i politici veri. I parlamentari non vengono chiamati a casa e non gli viene chiesto se vogliono andare in parlamento; almeno quelli seri...
    Il PD compone ormai tutte le liste elettorali interne al partito stesso con percentuali del 50% di donne a partire dal capolista; lo dico perchè questo è un sistema che potrebbe essere adottato anche in altre sede, pur lasciando spazio, secondo me, a qualche giusta critica; comunque è già qualcosa.
    Dovete essere PRESENTI. è un consiglio, non una critica!
    P.S.: tornerò a scrivere sulla vicenda Berlusconi-Passera :-)

    RispondiElimina
  8. Che risultati ha portato la battaglia femminista? dopo tanti decenni di lotte e di teorizzazioni (c'è chi ricorda quando le femministe più estreme sostenevano il diritto e la necessità di vivere la sessualità in maniera svincolata dal rapporto affettivo, il che portava ad una specie di poligamia tutta femminile?) la donna italiana è governata dall'Utilizzatore Finale, ed i suoi circoli storici vengono chiusi. Perchè? mi sembra abbastanza chiara la risposta:

    1) non era il movimento femminista in se il motivo dei grandi successi della democrazia e della modernità degli anni dell'aborto, del divorzio, della fine del delitto d'onore. Era la società che per motivazioni economiche e sociali * era pronta e ben disposta a far fuori norme liberticide e legate ad una cultura che semplicemente non esisteva più. Non era il femminismo un movimento autonomo che da solo cambiava la situazione indipendentemente dal resto della società, come troppo spesso si credeva. Difatti, una volta che la società ha visto di nuovo mutare i propri presupposti (al mito del Progressismo si è sostituito un individualismo difensivo, volto all'accumulazione di una sicurezza privata in un mondo nel quale non si aveva più fiducia; la cultura marxista è entrata in crisi per motivi esterni dalla nostra nazione ed è stata sostituita da una cultura liberista e neoconservatrice rampante) il femminismo, come ogni diramazione di un torrente che si asciuga, è sparito. Lasciando dietro di se più odio per i suoi eccessi che ricordo della sua intrinseca giustizia.

    2) La donna ha velocemente mutato il proprio ruolo: priva della possibilità di identificarsi nella combattente per diritti che a prima vista erano già stati tutti conquistati, forse stanca di combattere una battaglia non più capita, senza avere intorno un humus culturale favorevole, ha scelto la via ben più facile e apparentemente naturale della donna edonista che si gode i diritti ottenuti in una società dove è finalmente emancipata. Ma è semplicemente caduta da un lato all'altro dell'abisso. Non più costretta a casa a stirare e a fare i panni dal marito ci si è rinchiusa da sola per paura del mondo di fuori, per mancanza di ambizione, perchè non vedeva più l'utilità di uscirne. Il suo corpo che non era più un tabù è diventato patrimonio di tutti per l'eccessiva ostentazione e nel giro di pochi anni si è passati dalla estrema politicizzazione di gran parte delle donne che tentavano di politicizzare il resto, ad una minuscola minoranza di femministe viste più che altro come estremiste fanatiche che tentano di combattere una battaglia, ironicamente, tradizionalista. Naturalmente è assai difficile per il femminismo, che aveva sostenuto come propria bandiera il diritto alla libertà dei costumi, porsi ora come moralizzatore, carattere tradizionalmente affibbiato alla chiesa, vista (giustamente) come il principale nemico. In un certo senso è proprio perchè il femminismo ha avuto tanto successo che la situazione attuale è quella che è. In breve, la donna è riuscita a portare a termine (non grazie al femminismo, ma senza dubbio con l'aiuto di questo) la prima fase della "normalizzazione" del proprio ruolo nella società, spezzando le vecchie catene grazie alla morale libertina, ma ha fallito disastrosamente nella seconda, ovvero ha lasciato che la morale libertina ne distruggesse la responsabilità e la consapevolezza diventando così carne da macello nel teatro dell'attuale pseudodittatura, che fa della degradazione della donna una bandiera.

    Jacopo

    RispondiElimina